sabato 10 gennaio 2009

La morte di Marat


La Morte di Marat di David mi ha davvero affascinato, non solo per il valore artistico, ma per il significato che la meravigliosa tecnica cela.
Pur non amando particolarmente David, in quanto pittore asservito al potere, che ha appoggiato tanto la rivoluzione quanto il despotismo napoleonico, non posso esimermi dall'ammirare un'opera d'arte tanto meravigliosa.
L'ambientazione povera è una poetica esaltazione della nuova figura dell'uomo di potere: l'uomo potente durante il periodo rivoluzionario è povero, a servizio dello stato nascente, Osservando quest'opera viene spontaneo chiedersi dove siano oggi uomini disposti a rinunciare ai loro interessi personali per il bene comune? Dove sono quei politici pronti a morire per i loro ideali? Dove sono quegli uomini che vengono uccisi mentre si stanno occupando di risolvere un problema sociale(la lettera che stringe è un assegnato)?Ma a fronte di questo, possiamo dire di essere certi che anche se ci fossero ancora uomini di questa statura saremmo in grado di riconoscerli? Sento un forte legame tra il nuovo ruolo dell'uomo di potere e l'artista che ne riconosce ed esalta le qualità: l'empatia che si crea con il martire della ribellione sembra un invito a prendere coscienza di ciò che ci circonda, a responsabilizzarci, ad impedire che muoia quello che di buono c'è nel nostro paese...

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