venerdì 23 gennaio 2009

Bellezza è Verità

"Beauty is truth, truth beauty"
Questa è la frase che si può trovare nell'ultimo distico di "Ode on a grecian urn" di Keats.
è un'ode meravigliosa nella quale attraverso i sensi Keats sembra realmente analizzare un'urna greca ed alla quale finge di porgere delle domande.
Ma, come dice il poeta stesso in modo molto più aulico, il silenzio vale più di melle parole, ma soprattutto, il silenzio lascia all'immaginazione uno spazio che le parole (le note) limitano nel definirlo.
Questo concetto, che l'essere ed il nulla coincidono, non può non richiamare alla memoria Hegel, il quale diceva che l'essere è generale ed il nulla è mancanza di determinazione. In fondo, la determinazione è quella che priva l'uomo dell'assoluto e del piacere, quindi, non è che si possa tanto dare ragione ad Hegel!!!!!
Ma la bellezza è vera? In che senso?Cosa c'è di meno oggettivo della bellezza? La bellezza, non da un punto di vista estetico, ma da quello ontologico è vera... Purtroppo si potrebbe discutere per tutta la vita di cosa sia oggettivo e cosa no, ma semplicemente nello scegliere du tratare un argomento piuttosto che un altro si perde di oggettività.
L'uomo non può neanche concepire l'oggettività eppure trascorre tutta la sua vita a cercarla ed a cercare di giustificare le proprie scelte.
Forse è proprio nel riconoscere che l'oggettività non esiste che si è oggettivi!!!!
E, partendo da questo presupposto, possiammo anche affidarci a quelle emozioni che fanno scaturire una reale bellezza!!!!!!!!!!!

sabato 10 gennaio 2009

Insegnare ed imparare

Questo pomeriggio, mia zia ha portato Michele a casa mia per stare con lui mentre lei sbrigava delle commissioni: siamo molto legati e lui ha voluto confidarmi un problema che lo affliggeva.
Miki frequenta la seconda elementare ed oggi ha avuto una nota perchè era rimasto in cortile oltre la fine dell'intervallo. Il dubbio che lo tormentava era alquanto legittimo per la sua età:perchè devo stare in classe se voglio stare in cortile?perchè le maestre vogliono che stiamo in aula e non fuori a giocare?
Penso che spiegare cosa sia il rispetto delle leggi sia quanto di più difficile esista:gli ho spiegato che quella è la regola e va rispetta.
Lui mi ha chiesto perchè una legge che non si condivide va rispettata e perchè la legge deve essere così dura...
Nella mia mente hanno iniziato ad affollarsi pensieri quali il concetto di libertà individuale, il senso dello stato, il diritto: tutti ancora più astratti del rispetto della legge.
Fortunatamente è accorso in mio aiuto il caro Socrate: mi è venuta in mente la frase che disse alla moglie Santippe quando questa gli propose di evitare la condanna a morte.
Ho raccontato l'aneddoto a Miki come una favola ed era bellissimo vederlo così interessato: quando poi ho riferito la frase del mio amato filosofo "preferiresti che morissi da colpevole?", in risposta alla domanda della moglie "vuoi morire da innocente?".
Mi è sembrato il modo più semplice di comunicare lo sterminato concetto del "dura lex, sed lex", sul quale si sono scritti e si scriveranno saggi appassionanti.
Guardando mio cugino ho sentito dentro di me un groviglio di emozioni: la soddisfazione di aver spiegato un concetto difficilmente comprensibile, l'orgoglio di vedere il mio cuginetto incamminarsi lungo l'affascinante strada della conoiscenza con tanta criticità.
Il bambino, il ragazzo, l'uomo e l'anziano sono spinti allo stesso modo alla conoscenza, è una passione irrefranabile, un furor inarrestabile, una spirale avvolgente che ti cattura e non ti lascia più andare: è vedere un bambino porsi una domanda che fa continuare a sperare nell'umanità, magari in una migliore.
Nel disperato tentativo d'insegnare qualcosa a mio cugino, ho imparato cosa vuol dire "responsabilità"..

La morte di Marat


La Morte di Marat di David mi ha davvero affascinato, non solo per il valore artistico, ma per il significato che la meravigliosa tecnica cela.
Pur non amando particolarmente David, in quanto pittore asservito al potere, che ha appoggiato tanto la rivoluzione quanto il despotismo napoleonico, non posso esimermi dall'ammirare un'opera d'arte tanto meravigliosa.
L'ambientazione povera è una poetica esaltazione della nuova figura dell'uomo di potere: l'uomo potente durante il periodo rivoluzionario è povero, a servizio dello stato nascente, Osservando quest'opera viene spontaneo chiedersi dove siano oggi uomini disposti a rinunciare ai loro interessi personali per il bene comune? Dove sono quei politici pronti a morire per i loro ideali? Dove sono quegli uomini che vengono uccisi mentre si stanno occupando di risolvere un problema sociale(la lettera che stringe è un assegnato)?Ma a fronte di questo, possiamo dire di essere certi che anche se ci fossero ancora uomini di questa statura saremmo in grado di riconoscerli? Sento un forte legame tra il nuovo ruolo dell'uomo di potere e l'artista che ne riconosce ed esalta le qualità: l'empatia che si crea con il martire della ribellione sembra un invito a prendere coscienza di ciò che ci circonda, a responsabilizzarci, ad impedire che muoia quello che di buono c'è nel nostro paese...

Il mio Natale!!!!!!!!!

Come avete trascorso il natale????A prescindere dai regali e dai panettoni???
Personalmente sono lieta di poter dire che per me il natale non sia solo l'esaltazione del materialismo, ma l'apoteosi della tradizione!!!
Vi descriverò la sera del 24 a casa mia, nella speranza che nessuno di voi si spaventi.
Giunti a casa di mia zia abbiamo iniziato a cenare:è stato l'inizio della fine, una spirale perversa di famelicità che dalle pettole ci ha portato alla bavarese(l'unico dolce che mi piace).
Finita la cena, durata ben 5 ore(dalle 19.00 alle 00.00), non ci si può concedere al riposo perchè bisogna preparare la recita!!!!
Bisogna premettere che io ho 18, ma ho cugini sposati con figli, che si devono comunque prestare alla recita natalizia:io ho recitato la parte di gesù bambino(e sono atea....)...
Pensate davvero che da noi la tradizione si limiti a ciò?Errore, segue la processione del bambin gesù, portato per il primo anno dal piccolo Federico(il mio cuginetto, il bambino più bello del mondo).La processione termina davanti al presepe, ove noi tutti recitiamo le poesie e poi intoniamo i canti tipicamente natalizi!!!!
Ma Babbo Natale??? Babbo Natale nel frattempo ha magiato i biscotti e bevuto il latte che gli avevamo lasciato sotto l'albero...
Penso che il regalo più bello che abbia ricevuto a natale sia stato vedere gli occhi dei miei cuginetti riempirsi di meraviglia alla vista dei doni sotto l'albero...
Quella meraviglia, quell'ingenuità, quella felicità che non si prova più nella vita: ma se è vero che crescendo si perde l'ingenuità e, quindi, la possibilità di essere davvero felici (Leopardi), si diventa capaci di far emozionare chi è ancora ingenuo, si diventa lo strumento di quella gioia che si è provata da piccoli.
Forse dovremmo apprezzare di più questa forma di felicità, diversa, ma comunque, intensa...
Si passa poi alla distribuzione dei regali: io leggo il nome del dastinatario e Federico lo consegna...
Come al solito i cuginetti si mettono a giocare con le cose più assurde: le scatole dei regali, le buste, i fiocchetti; noi, invece, giochiamo con i giochi che loro hanno ricevuto, come la meravigliosa ferrari telecomandata che aveva ricevuto Federico:):):):)
Che famiglia... Che famiglia meravigliosa!!!!!!!
Mi fa sentire davvero fortunata, che mi fa ancora emozionare: tutti noi ci sforziamo di procurare un momento di gioia all'altro...
Insomma, credo il mio natale sia molto meno materialistico di quello di tanti credenti che pure vanno a messa, ma non sanno cosa sia la famiglia!!!!
Essendo io atea, sono relativista, ma se dovessi credere in un valore assoluto, sarebbe la famiglia!!!!